Lettera aperta

Lettera aperta

20 Marzo, 2020 2 Di mircodilernia

Ci troviamo in un momento storico della nostra storia, un momento che ognuno di noi spera possa finire presto e che probabilmente tra qualche anno racconteremo ai nostri figli come un periodo di paura, sgomento, ansia ed impotenza. 

In passato abbiamo combattuto molte battaglie, ma ognuna di queste sembrava avere dei volti e dei confini ben stabiliti, perlomeno nella nostra mente e nel nostro cuore. Ora invece siamo chiamati ad affrontare un nemico di cui conosciamo il nome ma non la forma, di cui conosciamo la provenienza ma non la sua posizione, di cui conosciamo gli effetti ma non sappiamo come gestirlo. Forse ci sembra proprio come una gigantesca montagna posta proprio di fronte a noi.

La realtà è che ne usciremo. Sì, ne usciremo proprio come siamo sempre usciti da ogni difficoltà, scaleremo questa montagna pendio dopo pendio, tutti insieme, fino a raggiungerne la vetta. 

Questa convinzione è cresciuta in me questa mattina, quando sono stato svegliato prima dell’alba dal suono rombante di un’ambulanza che probabilmente si stava destreggiando tra le strette vie del mio paesino di provincia, era una classica sirena dell’ambulanza ma nella mia testa ha suonato come un campanello d’allarme, nessuno di noi è immune da tutto questo, nemmeno il nostro piccolo angolo di paradiso a due passi dalla sicurezza economica derivante dalla confinante Svizzera. 

Dopo quel suono me ne stavo avvolto nelle coperte del mio letto immerso nel buio della notte e non ho più udito nessun rumore per diversi minuti, fino a che, dall’albero a pochi metri dalla finestra della mia camera al terzo piano, degli uccellini bisognosi d’amore e di primavera hanno iniziato a canticchiare una dolce melodia carica di sentimento.

Sono convinto che anche noi nutriamo le loro stesse necessità in questo momento, un bisogno disperato d’amore e la necessità della nostra prossima primavera, la stagione in cui tutto rinasce e si trasforma, rendendo più forte e più bello il fiore del campo e rigoglioso l’albero da frutto.

Ora, davanti alla luce dell’alba che inonda il soggiorno dal quale scrivo queste poche righe, osservo la veridicità della frase, “non esiste notte tanto lunga che impedisca al sole di risorgere”.